Il libro ripercorre la storia di Bartolomeo Scappi, cuoco segreto,
a servizio dei Papi, in epoca rinascimentale. Dopo una gavetta
nell’Italia settentrionale, la sua carriera svolta a trent’anni
compiuti: nella Roma ancora caput mundi, dove il papato è una corte
di sfrenatezze e castità, viene conteso da cardinali e nobili, fino
a quando Pio IV lo vuole con sé e solo per se, come cuoco secreto
(ossia privato). Nelle segrete e remote cucine del Vaticano avrà il
gravoso compito di servire anche l’inflessibile Pio V. Lui, che
aveva sfamato finanche l’imperatore Carlo V, sarà ricercato da
cardinali e porporati ogni qual volta c’era da fare bella figura a
tavola. Ma Bartolomeo aveva un sogno segreto, l’Opera, tutto il suo
sapere gastronomico dispiegato sul bianco delle pagine. Lo realizzerà
pubblicandola a settant’anni.
È un florilegio di ricette: teste di storione con viole paonazze,
fegato di vitella con sugo di melangole, piccioni fritti con zucchero
e cannella, riso alla lombarda, biscotti romaneschi, pottaggi di
ombrina alla veneziana salsiccioni alla bolognese. Oltre alle ricette
regionali italiane, Scappi accoglie anche le tradizioni straniere: il
cuscus alla moresca di provenienza araba, la minestra di latte
ungaresca, il cinghiale stufato alla tedesca, il gallo d’India
ripieno di oglia potrida alla spagnola, le uova affrittellate alla
francese.
Ma Bartolomeo aveva un altro sogno, proibito: la bellissima
Claudia Colonna. Proverà per lei l’intenso sapore di un amore
impossibile che in una notte di passione rubata alle convenzioni dei
tempi gli regalerà un figlio che, per quelle stesse convenzioni, non
sarà mai suo.
Dopo Il principe dei cuochi, Ketty Magni continua a stupire i suoi
lettori con un nuovo, affascinante affresco sull’Italia
rinascimentale e uno dei suoi protagonisti nascosti, su colui che
venne detto dai contemporanei il “Michelangelo della cucina”. Un
libro intenso, dove l’autrice coniuga da par suo il binomio romanzo
storico-arte culinaria, con una scrittura appassionata e di rara
immediatezza.